LEONARDO SANTOLI

Biografia

Figlio di ragazza madre, avevo il cognome di mia madre Tilli, prima di essere adottato da Tonino Santoli. Fino all’età di 18 anni ho firmato i miei lavori come Tilli, poi come Santoli Tilli e poi solo Santoli.

La mia prima formazione è avvenuta all’Istituto Statale d’Arte di Sesto Fiorentino (ex scuola Richard Ginori ed attualmente Liceo Artistico) per la ceramica. Il mio insegnante di disegno dal vero fu il pittore Giuliano Romoli, per decorazione ceramica l’artista Tofarelli e per disegno geometrico Fallacara. Mi sono diplomato maestro d’arte per il gres, per poi iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1975 come Leonardo Tilli, per poi concludere gli studi come Leonardo Santoli.

Come insegnanti ho avuto Morelli, Storti Gajani, Pinuccia Bernardoni per anatomia, Vincenza Scassellati e Adriano Baccilieri per storia dell’arte; i critici Giorgio Cortenova e Roberto Daolio. I primi lavori che ho eseguito all’Accademia sono state delle copie dal vero e della modella, per i primi tre mesi ho frequentato i corsi del “pittore della solitudine” Walter Lazzaro. Dal quarto mese ho iniziato a seguire il corso del pittore Concetto Pozzati, che ho portato avanti per i restanti quattro anni. Di questo primo periodo sono i disegni sul tema “I mostri sul tram”.

L’ambiente degli ultimi anni Settanta a Bologna era fortemente creativo ed in quel periodo ho cominciato a lavorare sui concetti della semiotica, in particolare la connessione fra il particolare ed il tutto, sulla “sineddoche” e sulla “metonomia”. Alcuni miei compagni di corso sono stati Omar Galliani, Aurelio Bulzatti, Alessandra Bonoli, Angelo Celeste, Maurizio Ligas, Paola Gandolfi, Giovanni Pedullà, Graziano Spinosi, Massimo Pulini, Massimo Barzagli, Lino Frongia. Frequentavo anche il vicino DAMS, seguendo liberamente le lezioni di Umberto Eco, Renato Barilli, Luciano Nanni.

Riempivo grandi pannelli con tappi di bibite inchiodate o migliaia di francobolli. Uno dei primi lavori, ispirato al lavoro fotografico del 1972 di Franco Vaccari che presentò alla Biennale di Venezia, è “ Il quadrato magico”, un quadrato di legno dipinto che registrava il passaggio di auto e persone; della rivista “L’Espresso” avevo tenuto solo gli angoli strappati, in basso, e incollati su pagine trasparenti: si poteva sfogliare la rivista su pagine trasparenti, dando al lettore la possibilità di ricrearsi, attraverso il particolare tutte le pagine. Anche nelle “ Carte da gioco” volevo far giocare una partita con la visione solo di piccoli particolari. Dei Sedici fumetti che presentai rimasero solo le cornici delle pagine, eliminando tutte le vignette. In “Tracce” dai libri di storia dell’arte esegui degli strappi e ne feci delle stratificazioni. Nel 1980 fui invitato alla mostra collettiva “Accursia” da Concetto Pozzati dove presentai parte di queste opere, in reale ed in proiezione visiva mediante diapositive.

LAOREET ENIM

Aliquam erat ac ipsum

0
LOREM IPSUM DOLOR
0
HENDRERIT NULLA
0
GRAVIDA ULLAMCORPER
0
TURPIS VELIT
GALLERIA

Personaggi ed eventi

Kevin Perry
DOLOR LACUS
Jennifer Lee
FRINGILLA SED
Brandon Ross
GRAVIDA VITAE
Alice Boyd
LECTUS FELIS
CONTACT US

Interested in
our handmade products?